lunedì 6 agosto 2018

Rassegna stampa: "La mano manca", il nuovo thriller di Fabio Gagliano



È stato pubblicato oggi il libro “La mano manca” di Fabio Gagliano. Un thriller ad alto contenuto scientifico (per quanto ai confini della fantascienza) che si svolge nel corso di un importante congresso medico. Avvenimenti inspiegabili precedono un delitto d’onore, il comando della polizia municipale sembra essere vittima di una maledizione, durante lo svolgimento del congresso importanti relatori muoiono misteriosamente. Per la soluzione del caso sarà necessaria la collaborazione di poliziotti e scienziati. Il libro, al momento, si può acquistare su Amazon al link:
https://www.amazon.it/dp/B07G4FCVM4/ref=cm_sw_r_fa_dp_U_0iazBbBD4F164
Da settembre sarà presentato a Palermo e distribuito nelle librerie della città.
Informazioni sull’autore
Fabio Gagliano è nato a Palermo nel 1956, ed è medico presso una clinica universitaria. Autore di molte pubblicazioni scientifiche. Collabora ed è fondatore dell’associazione culturale no profit Associazione libera network, che ha dato il via a una web radio, un giornale online Radio Off e una casa editrice Informazione libera. “La mano manca” è il suo terzo libro, dopo “La strana storia del tenente di cavalleria Barone Cutrera e del duca De Stefani Adda” e “A che serve guardare le nuvole”.


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lunedì 23 luglio 2018

Articoli dal web, Ilaria Alpi: in ricordo di mamma Luciana, sempre in lotta per la verità

Fonte immagine: Tg3

Una tesi, una lettera e poi un libro. Dalla mia tesi sono passati dieci anni. Era maggio del 2008, quando nella cassetta della posta ho trovato la vostra lettera. L’emozione era quanto la vostra stima e gratitudine per il mio lavoro su vostra figliaIlaria Alpi, l’inviata del Tg3 uccisa a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994, insieme all’operatore Miran Hrovatin.
Una lettera che conteneva il vostro abbraccio e la speranza di incontrarci un giorno a Roma. Quel giorno, purtroppo, cara Luciana e Giorgio non è mai arrivato. Il tempo ha remato contro. E io non sono partita da Palermo per Roma. Il desiderio di incontrarvi è rimasto uguale, come l’affetto reciproco.
Lunghe conversazioni telefoniche con Luciana Alpi, dopo l’invio del mio libro sul caso di sua figlia Ilaria. Era come se la conoscessi da sempre. La vita è beffarda: ti fa entrare in quella degli altri, ti nutre di affetti e poi te li toglie. Così un giorno, all’improvviso. Durante le nostre conversazioni, non ho mai osato chiederle nulla. Tutto tra noi era spontaneo. Non ho mai voluto essere invadente, ma forse lo sono adesso, mentre scrivo queste parole.

Luciana Alpi, biografia di una donna coraggiosa

Luciana Alpi aveva 84 anni. Era nata a Brescia il 3 agosto del 1933 e viveva con la sua famiglia a Roma. Era una signora elegante nell’animo e nell’aspetto. Una persona pura e sensibile. Si preoccupava delle persone, di chiedere «come stai?». Una donna forte e coraggiosa, proprio come lo era sua figlia Ilaria. Una donna che ha continuato la sua battaglia sino alla fine per avere verità e giustizia. Adesso non c’è più. È morta martedì 12 giugno alle 20.30, a distanza di cinque giorni dall’udienza sulla richiesta di archiviazione.
Serena Marotta
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venerdì 22 giugno 2018

Articoli dal web: La “città del libro”? Esiste, ed è un paesino della Bretagna…


Quasi 800 abitanti e ben 13 librerie: Bécherel, in Bretagna, è la "città del libro": qui si organizzano festival letterari e fiere settimanali... - #luoghideilibridelmondo
Il sito ufficiale la definisce “La Cité du Livre”, la città del libro (“en Bretagne”, specifica, ndr): a Bécherel, caratteristico borgo medievale di circa 800 abitanti, situato nel dipartimento dell’Ille-et-Vilaine, per l’appunto in Bretagna, si trovano ben 13 librerie. Ogni prima domenica del mese si tiene la fiera del libro e, nella settimana di Pasqua, nel paese viene organizzato un vero e proprio festival.
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sabato 9 giugno 2018

Parole in pillole, dal significato all'uso: «diversamente abile»



Per comunicare in modo corretto, si commette invece l’errore di usare le parole in modo errato, con eufemismi, con locuzioni troppo politically correct. È il caso, per esempio, di «diversamente abili».

Si tratta di un eufemismo, di un'espressione molto contestata nel campo della disabilità.

Così succede che la ricerca di espressioni corrette si traduca poi in un uso improprio della parola. Da qui, nuovi neologismi, come diversabile e diversabilità.

Se si usa «diversamente abili» si tende ad evidenziare infatti l’abilità, al posto della disabilità. In realtà, tutti siamo diversamente abili.

Questa espressione nasce negli Stati Uniti all’inizio degli anni Ottanta per sostituire il termine handicappato. Così è nata l’espressione inglese differently abled. Lo scopo è di attribuire un senso positivo all’espressione.

In altre parole si tratterebbe di un paradosso, di un aspetto negativo. È come dire diversamente ricco per indicare una persona povera o diversamete intelligente per indicare una persona stupida.

Rifacendosi alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità dell’Onu, è possibile sostituire la locuzione con persona con disabilità.


Serena Marotta

fonte immagine: web


giovedì 31 maggio 2018

L'intervista: "Il caso Ilaria Alpi nel libro di Serena Marotta «Notti intere a documentarmi e a rabbrividire»"


SILVIA BUFFA 
CRONACA – Depistaggi, ritrattazioni, insabbiamenti, capri espiatori. La giornalista palermitana scrive nero su bianco il film della vicenda aperta ormai da 24 anni e lo fa partendo proprio dall’omicidio, mettendo tutto in fila come tessere di un mosaico. «Il mio è un contributo a non dimenticare, non ho la pretesa di aver scoperto delle novità»
«Penso che si possa imparare tanto da giornalisti come Ilaria Alpi». Ne è convinta Serena Marotta, giornalista anche lei, che ha esordito alla scrittura con un libro dedicato proprio al duplice omicidio della collega e dell’operatore Miran Hrovatin, avvenuto a Mogadiscio nel 1994. Sono passati 24 anni da quel giorno, da quel 20 marzo, ma i colpevoli non hanno ancora un volto, un nome. Motivo che, fra gli altri, ha portato a Ciao, Ibtisam! Il caso Ilaria Alpi, edito da Informazione libera. Una scelta difficile, «nata da un sentimento di rabbia, rispetto a questa storia fatta di ingiustizia», racconta a MeridioNews l’autrice. Tutto inizia dopo la lettura di un articolo su Famiglia cristiana dedicato proprio al duplice omicidio ancora insoluto: «È da lì che ho voluto approfondire l’argomento - dice Marotta -. Ho imparato ad apprezzare Ilaria Alpi per la sua professionalità, per il suo coraggio, prima di questo lavoro non la conoscevo».
Il libro sarà presentato domani alle 16 alla biblioteca Il fiore del deserto, in via dei Cantieri 4, appuntamento conclusivo del Maggio dei libri organizzato in collaborazione con la Biblioteca comunale di Palermo. Ciao, Ibtisam!(traslitterazione della parola araba che significa sorriso) è un’inchiesta, un contributo a non dimenticare. Un film messo nero su bianco che ci proietta al giorno dell’omicidio e a tutto quello che da lì in poi accadde. I depistaggi, le contraddizioni, reperti mai arrivati in Italia, il capro espiatorio tenuto in carcere per quasi diciott’anni. La carne al fuoco non manca e Marotta ha messo insieme tutto, senza tralasciare nessun passaggio, nessuna dichiarazione, nessuna luce e neppure nessuna ombra. Come quella legata all’autopsia della giornalista che il magistrato dell’epoca Andrea De Gasperis non dispose, perché ritenne esaurienti le risposte del medico legale dell’obitorio di turno il giorno della tumulazione al momento dell’ispezione cadaverica esterna (fu estratto un proiettile rimasto nel collo, un unico colpo alla testa, sparato da arma corta da posizione ravvicinata).
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domenica 27 maggio 2018

Rassegna stampa, Biblioteca ‘Il Fiore del deserto’: presentazione del libro «Ciao, IBTISAM! Il caso Ilaria Alpi di Serena Marotta




Ilaria Alpi era nata a Roma il 24 maggio 1961. Dopo la maturità classica, aveva studiato lingue. Era entrata in Rai nel 1990 ma prima aveva collaborato con 'Paese sera', con 'L'Unità' e altre testate. 
Quello del marzo 1994 era il suo settimo viaggio in Somalia. Insieme a lei c'era l'operatore Miran Hrovatin di Videoest di Trieste. è stato il loro ultimo viaggio. Il 20 marzo 1994 a Mogadiscio si perde il senso di giustizia, quella giustizia cercata da Ilaria e Miran che non potranno più raccontarlo. 







Comune di Palermo

La Repubblica

Giornale di Sicilia Palermo, 31 maggio 2018

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